lunedì 3 marzo 2014

L'idea

Capita sempre più di frequente che mi venga chiesto dove trovare l’idea per un romanzo, ma in sincerità credo che non esista una risposta univoca e, tantomeno, adatta a tutti. 
Anche nei vari manuali di scrittura che ho letto “l’idea” è sempre risultata uno dei punti più critici e, per quanto ricordo, di solito è solo abbozzata. Semplicemente perché la nascita dell’idea ha ben poco di tecnico e quasi nulla di spiegabile, ma ha più a che fare con la sfera dell’immaginazione e della psiche. 
Tuttavia, partendo dalla mia esperienza, riesco a circoscrivere le fonti d’ispirazione mie e dei miei conoscenti in quattro categorie principali.
In particolare sto facendo riferimento a:

- Fatti del vissuto personale
- Cronaca
- Stati d’animo
- Letture e film

Vediamole una per una.

Fatti del vissuto:
Uno dei campi in cui gli spunti non mancano mai, basta saperli cogliere. Un accadimento che ci ha particolarmente colpito, il racconto di un nostro famigliare sugli anni passati, una richiesta particolare postaci da un amico. Ce n’è davvero per tutti i gusti, e per tutti i generi. All’interno dei libri Plesio ce n’è uno che nasce appunto da una situazione particolare vissuta non in prima persona dal nostro autore; una partita di droga da smerciare. Da questo presupposto l’autore è partito a farsi una serie di domande (chi ha il compito di smerciarla? Che ostacoli incontra? Come si è cacciato in questo guaio? Che ruolo ha il paranormale in tutto questo?) che l’hanno portato a delineare la trama da seguire. 

Cronaca:
Al pari della vissuto, anche la cronaca è una fonte inesauribile di idee. Trovo particolarmente adatta allo scopo la cronaca locale, che generalmente riporta gli accadimenti più particolari. Provo ora a spiegarmi con un esempio. Se apro un quotidiano della mia città trovo la notizia di una discreta vincita avuta da un gratta e vinci. Ed ecco le successive domande che aiutano a formare la trama: chi ha vinto? Quando lo scopre? A chi lo dice? Riesce a incassare tutta la vincita? In che tempi? Come utilizza il premio? Andrà storto qualcosa? Come si modificherà la sua vita dopo l’evento?
Forse non sarà una trama da Nobel per la letteratura, ma è stata strutturata in 3 minuti usando solo la pagina cronaca odierna della mia città. 

Stati d’animo:
Capita spesso che l’idea nasca dal desiderio di raccontare un particolare stato d’animo. Uno dei primi esempi che mi viene in mente a tal proposito è relativo alla scrittrice nipponica Banana Yoshimoto  che, nella maggior parte dei suoi scritti, parla dei periodi di ripresa emotiva e fisica conseguenti a dei grossi cambiamenti, o a degli avvenimenti tragici accorsi al protagonista. In questo caso non serve tanto un’idea delle dinamiche da raccontare, ma l’individuazione dell’emozione di cui ci interessa parlare, poi servirà chiedersi attraverso gli occhi di chi è più opportuno trattare l’argomento. Ad esempio, se volessimo parlare del periodo adolescenziale, il nostro protagonista con ogni probabilità dovrà essere un adolescente. Che ragazzo è? Dove vive? Che rapporto ha con i genitori? Quali sono i suoi interessi? Chi sono i suoi amici? Come trascorre le sue giornate? Pensa al futuro? Cosa vuole fare da grande?

Letture e film:
Una buona lettura può dare tantissimi spunti. Ci è piaciuta una storia secondaria appena accennata in un libro? Perché non riprendere le stesse tematiche? Quando lessi i libri di Harry Potter m’impressionò particolarmente un passaggio, in cui uno dei personaggi secondari faceva visita ai genitori ricoverati in ospedale, sfortunatamente entrambi incapaci d’intendere anche solo l’identità del ragazzo. Questo tema mi colpì molto e l’idea di crearne qualcosa è ancora lì, pronta a essere sviluppata. 
C’è da dire, però, che lo spunto si può trovare anche nelle brutte letture. Troviamo un qualcosa che proprio non ci piace in un libro? Perché allora non partire dall’idea di sviluppare il concetto contrario? Per la mia prima pubblicazione sono partita da questo. Trovavo stucchevole l’abuso di soggetti predestinati a compiere una certa profezia all’interno della panoramica fantasy e ho ribaltato il tutto. L’idea, ora che ci penso, era buona. E anche la trama. Peccato mi mancassero le altre basi necessarie per una scrittura decente.

E voi? Avete dei segreti che vi sentite di svelare?

5 commenti:

  1. Parto osservando che mi piacerebbe moltissimo recuperare qualcosa della Yoshimoto, di cui ho sempre sentito parlare in termini più che entusiastici...
    Per me, parte del "segreto" consiste nella musica: quasi tutte le mie idee, per romanzi e racconti, si sono sviluppati a partire da una canzone, o comunque un brano musicale di qualche tipo! :) Nessuna restrizione, da questo punto di vista: una canzone pop oppure rock, un pezzo "da trailer" (i miei preferiti in questo senso sono i Two Steps from Hell, che hanno composto delle musiche assolutamente divine, secondo me...) oppure un pezzo di musica classica: tutto contribuisce ad attivare l'immaginazione, e non solo... anche ad aiutarmi a immergermi sempre più in profondità all'interno delle mie trame, dei miei personaggi e dei miei mondi segreti, a rimanere in "sintonia" con loro e con le giuste atmosfere e sensazioni! ;)

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  2. Ciao,
    mi ha incuriosito l'assegnazione di quel premio tra blog che ti è stato riconosciuto. E, come faccio quando prendo seriamente un impegno, ti leggo dall'origine.
    Credo che le categorie potrebbero essere molte di più, per esempio: le canzoni, il nonno che ha fatto la guerra ( testimonianze di anni addietro, ormai non ci sarà più!), l'immigrato; insomma, le persone.
    E poi l'idea è un quid, è qualcosa in più, di diverso. La si coglie "anche dietro l'angolo di casa". Per assurdo, a me un certo accadimento non dice nulla, di contro, te raccogli l'idea.

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  3. Guarda, sono d'accordo.
    Nel post mi sono limitata a catalogare le "fonti" statisticamente più probabili, ma si tratta di una statistica comunque viziata, perché presa dai soli autori che conosco personalmente. E sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'idea sia un quid molto, molto personale.

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  4. Ero venuto a rileggere il post sulle maiuscole. Avevo un dubbio. Mi son dilungato a leggere altri post. Questo resta sempre uno dei miei preferiti (anche il post - l'approccio alla scrittura costruire la trama - : ”leggere tanto e scrivere tanto” è un must). È di conforto rileggere certi passi. Grazie

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  5. A proposito di idee, a volte, per un racconto, o anche per un romanzo, mi è capitato di partire da una parola, un nome o una frase (a volte era un possibile titolo, ma non necessariamente) che mi è capitato tra capo e collo ascoltando un discorso altrui, oppure leggendo una scritta su un muro, ecc... Una parola o poche parole, molto evocative, che mi hanno fatto pensare: "Cosa potrebbe essere? Chi potrebbe essere?" e poi da lì è cominciato tutto.

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