venerdì 17 aprile 2015

9 modi per rendere professionale un manoscritto

Presentare il proprio manoscritto a una casa editrice (o a un agente, o a un editor, o anche a uno sconosciuto che si accinge a leggerci per la prima volta come beta reader) significa anche mostrarsi. 
Mostrare le proprie capacità stilistiche, di analisi, di lessico, ma anche il proprio approccio professionale alla scrittura.

Inviare un manoscritto in cui tutte le parole sono scritte in maiuscolo (e che magari è anche ricco di abbreviazioni) è il miglior modo per non farsi leggere.

Sono certa che la maggioranza dei lettori di questo blog non ha di questi problemi, ma rivolgo il post a tutti. All’esordiente che ha la bella idea di presentare un testo curato all’editore, ma anche allo scrittore già navigato che magari non ha troppa dimestichezza con i programmi di scrittura.

Segue quindi l’elenco dei 9 accorgimenti che ho individuato per presentare un testo in maniera professionale.  Ogni aggiunta è gradita, mi sembra superfluo specificarlo.


1) Non proporre immagini di copertina, magari anche incollate sul documento word. Non fatelo per nessuna ragione, un po’ perché all’editore piace essere padrone della sua linea editoriale, un po’ perché il 100% delle immagini che arrivano in questa forma sono assolutamente inadatte per essere utilizzate come immagini di copertina, un po’ perché un’immagine di questo tipo su un documento word rende il file più difficile da maneggiare (ragione per cui la prima cosa che si fa in questi casi è tagliare immediatamente l’illustrazione). Sul lavoro mi è capitato di approcciarmi a testi scritti da illustratori e di aver utilizzato le immagini proposte da loro, ma abbiamo sempre lavorato sulla copertina a posteriori. 

2) Usate dei font leggibili. Se non lo fate, sappiate che la prima cosa che farà il lettore sarà selezionare tutto il testo e modificarlo in VERDANA (o CALIBRI, o TIMES). Un testo scritto con un font troppo elaborato dà l’idea che non abbiate troppa dimestichezza con la lettura. 

3) Eliminate le capolettere. Ammetto che abbiano un certo fascino, ma sono scomode per chi deve poi lavorare sul file. Mettetevi il cuore in pace, se un editore usa la capolettera la manterrà comunque anche sul vostro libro, in caso contrario mi dispiace, ma è probabile che dobbiate capitolare su questo punto.  

4) Uniformate tutti i caratteri. È facile trovare libri scritti in caratteri godibili, ma notare un cambio di carattere da un capitolo all’altro. Succede se si è lavorato su capitoli singoli per poi inviare all’editore l’incollaggio di tutti i pezzi. Non si tratta di una questione così grave, ma di certo dà l’idea che abbiate creato l’ultimo file in maniera approssimativa e disordinata, per cui… selezionate tutto il testo e impostate un solo carattere, avendo cura poi di modificare quello che preferite mantenere differente (come, ad esempio, i titoli dei capitoli).

5) Uniformate la punteggiatura. Soprattutto usate sempre gli stessi segni per i dialoghi. Ricordatevi che << (ma anche >>) non è formato da due caratteri staccati (cioè da due segni di minore o maggiore che si susseguono), ma da un singolo simbolo, contato cioè solo come un carattere dal programma di testo. Se avete sbagliato non preoccupatevi, basta sistemarli con un bel ‘cerca/trova’ andandoli a sostituire con i simboli corretti « e ». Se su questo punto son sicura che qualcuno sarà balzato sulla sedia e mi diverto pensando a quello che sto per scrivere: la stessa cosa vale per i puntini di sospensione, che non sono tre singoli punti, ma un unico simbolo. Questione di poca importanza? Forse, ma nel momento in cui dovrete operare sul testo con un ‘cerca/trova’ sui segni d'interpunzione si tratta di un’inesattezza capace di generare infiniti refusi. 

6) Sistemazione delle ‘d’ eufoniche. Ormai lo sappiamo, la ‘d’ eufonica è l’elemento che distingue uno scribacchino da uno scrittore. Potete controllarle anche questa volta rapidamente con ‘cerca/trova’, ma attenzione ai casi in cui è da mantenere.

7) Dichiarate guerra ai doppi spazi. Anche questo di certo non è un errore grave, ma un testo senza doppi spazi dà l’idea di un testo più curato. Cercateli e annientateli tutti prima dell’invio. 

8) Inserite l’interruzione di pagina tra un capitolo e l’altro. Una comodità nella gestione del file di cui il lettore non potrà fare a meno di ringraziarvi e di certo un buon modo per dare alla pagina un’aria ordinata. 

9) Riducete al minimo gli inserimenti (anche utili) dei programmi di testo. Intestazioni, numeri di pagina, pié di pagina, note… a volte aiutano a dare un’idea ordinata del lavoro, ma nella maggior parte dei casi rendono il file difficile da gestire. 

20 commenti:

  1. Mamma mia che vergogna, io con i puntini di sospensione facevo tre punti. Ci presterò attenzione! :-D

    Nessun problema per il carattere (uso il times new roman ed è uniformato, size 11) le interruzioni di pagina e le questioni di carattere formale quali spazi e inserimenti.
    Idem per le "d" eufoniche: all'inizio le usavo più che altro a causa di un'abitudine malsana acquisita al lavoro, dove tutti le inseriscono ovunque. Ora le ho tolte tutte, una per una, e ho smesso di utilizzarle. Effettivamente penso che facciano piuttosto schifo. Credo che un giorno di questi lo dirò al mio capo. :-D

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  2. La questione dei tre puntini è classica, non preoccuparti! Credo di trovarli separati nel 90% dei manoscritti :D
    Sulla 'd' eufonica ti capisco (e anche su tanti altri aspetti della scrittura in ambiente di lavoro). Conta che prima lavoravo in un contesto legale, dove le ampollosità si sprecavano... e di solito succedeva che era il mio capo a correggermi inserendo orpelli inutili e anche bruttini ^^

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    1. Idem con patate! L'altro giorno ho redatto una procedura aziendale, e il mio capo mi ha fatto aggiungere tutte le d eufoniche una per una. Per fortuna non ho più l'automatismo, e riesco a padroneggiare la mia scrittura abbastanza da poterle inserire quando scrivo per lavoro, e toglierle quando scrivo per me stessa.

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  3. Ma 'sta povera "d" che male ha mai fatto? Io da dislessica manco la vedo. Quindi sono sicuramente io che non vedo il problema, ma non riesco a capacitarmi del fatto che tutti ne parlino come di un male tale da far bocciare un testo.

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    1. Ciao Tenar!
      No, assolutamente non è un male che può far bocciare un testo. Di solito l'addetto ai lavori se le trova le modifica subito anche abbastanza rapidamente o, almeno, io faccio così, perché modificandole immediatamente poi riesco a vedere quelle da inserire nei casi d'eccezione.
      La 'd' comunque in sè non ha fatto niente, solo che venendo presentata un po' come la peste nera da tutti, la sua presenza può venir recepita come un indice di scarsa cura nella presentazione del testo, tutto qui. Può fare la differenza in valutazione? Non credo proprio.

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  4. Fiuuu... menomale, vado bene su tutto. Però ho una domanda, non so se c'entra abbastanza con il post, comunque riguarda i corsivi. Ho sempre molti dubbi: quando va a sostituire le virgolette e quando invece è meglio usare queste ultime?

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    1. Bellissima domanda, ma non ti so rispondere.
      Ogni editore ha la sua visione sul punto e per uno scrittore risulta quasi impossibile adeguarsi a tutti.
      Io suggerisco di scegliere da principio una strada e seguirla su tutto il manoscritto (così anche in caso serva poi apportare una modifica sarà più facile individuare i punti sul testo). Al momento mi sento di suggerire il corsivo per i titoli di libri, film, cd, canzoni, navi (non altri mezzi di trasporto) e di usare le virgolette negli altri casi. Parlando con un altro editore, però, è probabile che non sia d'accordo con me. La chiave di presentazione credo appunto che stia nell'uniformità del testo.

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    2. Grazie, cercherò di stabilire un criterio e di attenermi a quello.

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  5. Ottimo post.
    Ammetto che sono in difetto in qualche punto.
    1) va bene, la tolgo l'immagine, per ora però mi serve d'ispirazione ;)
    2) si può usare anche l'Arial? è quasi gemello del Verdana
    5) e 7) si arrangia in automatico il correttore ortografico, per fortuna. oppure me le segnala in rosso, per cui intervengo io.
    9) e qui mi sorge il dubbio: alla fine non è forse meglio inviare lo scritto in formato .rtf (Rich Text Format)? quasi tutti i software per la scrittura creativa esportano infatti in .rtf (che possono comunque essere aperti con un Word)
    ...quindi allo stesso modo anche avere un indice basato sugli stili di word (e quindi sui titoli dei capitoli) non va bene?

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    1. Grazie :)

      Se pensi che la tua sia comunque una buona immagine, una volta arrivato un contratto, puoi chiedere se è riutilizzabile in qualche modo.
      L'Arial va benissimo, in realtà vanno bene tutti i caratteri facilmente leggibili e sul formato concordo, il .rtf è una buona idea.

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  6. Anch'io casco sui puntini di sospensione... Vedi?
    Per il resto sul font ci sono; niente capolettere; caratteri e punteggiatura a posto; per le "D" eufoniche, io vado a suoni di parole, ma in genere non mi piacciono e non le aggiungo; l'interruzione di pagina tra un capitolo e l'altro sempre e poi, che manca? L'uso delle virgolette: che ne dici, doppie alte " o doppie basse « ? Con quali differenze le useresti tu?

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    1. Quello è proprio gusto personale. In realtà « probabilmente incontra più consensi, ma io preferisco le alte. L'importante è rimanere coerenti con la propria scelta (tanto poi è probabile che l'editore farà come gli pare!)

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  7. Beccata! Sono andata a guardarmi subito i puntini di sospensione tra i simboli e ho programmato i tasti per l'inserimento rapido. Questa proprio non la sapevo, mentre il resto sì, fortunatamente. Grazie! :)

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    1. Felice di essere stata un pizzico d'aiuto :)

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  8. Ciao, posso aggiungere un paio di suggerimenti? Corredate ogni pagina con un'intestazione che riporti titolo dell'opera e autore (e non dimenticate il numero di pagina). Eviterete così di farvi mandare al diavolo nel caso il dattiloscritto stampato cadesse dalle mani di chi lo sta leggendo andandosi a mischiare con i fogli della... concorrenza. :-)

    Ciao
    Dario

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  9. Gloria Scaioli19 aprile 2015 01:43

    Non vorrei dire sciocchezze, ma penso che word abbia un'opzione che sostituisce in automatico i tre punti digitati vicini con il simbolo unico.

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    1. Esatto Gloria, ma prima devi impostare la sostituzione automatica.

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  10. Non dirmi che ti è arrivato un manoscritto tutto in maiuscolo :D
    Condivido la questione della copertina. A un editore ho chiesto se potevo dare qualche idea sulle proposte di copertina del mio libro, ha risposto di sì, ma che comunque l'ultima decisione spettava a loro.

    Riguardo al testo, alcuni siti che offrono modelli di cartelle editoriali impostano la pagina con Courier New corpo 12. Va bene secondo te? Così l'ho mandato all'editore.

    I capilettera si creano a libri finito, se necessari :)

    Puntini di sospensione: grazie, appena corretti nel mio manoscritto :)

    Io ho inserito numeri di pagina, note e indentazioni.

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  11. Ti dirò di più, mi è arrivato un manoscritto tutto in maiuscolo in blocco note. Ho risposto all'autore chiedendo una formattazione standard e lui mi ha rimandato il testo accompagnato da questo corpo della mail: Kosì è ok?

    Courier per me va benone, anzi, è uno dei miei preferiti. Ad ogni modo davvero sul font l'importante è la leggibilità :)

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