lunedì 8 settembre 2014

Cercare un editore: la tecnica

“Come si cerca un editore?”, questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso. 
Chissà come mai, però, non mi era ancora balenata alla mente l’idea di farne un post.
Premetto che illustrerò il modo in cui io ho cercato l’editore e non ho la pretesa di esporre un metodo universale, ma solo, appunto, un metodo.

Tutto è iniziato con un semplice foglio Excel, su cui ho appuntato i nomi degli editori con cui mi sarebbe piaciuto pubblicare.

Come penso tutti ho sparato alto, inserendo le grandi case editrici, anche perché all’epoca conoscevo ben poco della media e piccola editoria.
Il risultato non mi piacque. Stavo cercando qualcuno che pubblicasse il mio manoscritto e su tutti i manuali che avevo letto si suggeriva l’invio almeno a una cinquanta editori, mentre il mio elenco arriva a stento a dieci unità.

Implementai quindi la scelta focalizzandomi sugli editori che pubblicavano fantasy in quegli anni. In tal senso trovai utile il consiglio che mi arrivò da un’altra esordiente, ovvero operare una semplice ricerca su ibs (o qualsiasi altro grosso store online) filtrandola appunto per genere. Oggi una grossa mano viene invece data dal Writer’s Dream, che ha svolto in questi anni un’esauriente opera di censimento e divisione.

Dall’elenco così ottenuto ho poi eliminato tutti gli editori che non accettavano esordienti o che operavano solo tramite agenzia. Ho depennato anche tutti quelli che adottavano una politica che non condividevo, come le EAP, ma ciò non mi ha impedito di riceve comunque 2 proposte a pagamento. Alla fine di questo passaggio ero rimasta con circa quaranta nominativi che disposi per interesse decrescente. 

Sinossi e lettera di presentazione alla mano, cominciai così a contattarli uno per uno. Attendere però risposta prima di procedere con il nome successivo avrebbe implicato lo spreco di anni. Decisi di operare per blocchi di 3 CE al mese, informandomi caso per caso sulle modalità preferite per l’invio dei manoscritti.
Poco più di un anno dopo, ecco che firmavo il contratto d’edizione per LFdD.

Si è trattato di un buon metodo? Non saprei. Io avevo bisogno di un qualcosa di programmato e definito, perché sapevo che inviare sull’impulso del momento mi avrebbe portato ad abbattermi ai primi rifiuti e a smettere di provarci. Credo che si tratti di scelte da tarare in base alle proprie propensioni.
Se vorrete esporre invece la vostra maniera, sarete i benvenuti. Del resto un po’ di suggerimenti non fanno mai male.


17 commenti:

  1. Io, purtroppo, nel corso della ricerca ero incappato nei famosi "sì sì, pubblichi con noi, ma devi comprare un centinaio di copie per lanciare le vendite" in un paio di occasioni. Tra questi l'editore Vlad III: riceveva solo dopo mezzanotte, pretendeva dai candidati le analisi del sangue e che si astenessero dall'aglio.

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  2. Son sempre dietro l'angolo quelli...

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  3. Per LA ROCCIA NEL CUORE ho selezionato 5 editori, uno era "il sogno irraggiungibile", gli altri quattro erano abbastanza grossi da distribuire in tutta Italia e con un catalogo in cui il mio romanzo avrebbe potuto starci. Il sogno irraggiungibile non ha mai risposto, due hanno gentilmente declinato, una ha risposto subitissimo e siamo rimasti in forse per un po', il mio è un giallo atipico e loro non sapevano bene come collocarlo, alla fine hanno rifiutato, ma siamo tutt'ora in ottimi rapporti. Buon ultimo Interlinea mi ha adottato, dopo un anno esatto dall'invio.
    Con questa prova ho anche sfatato il mito delle non risposte, dato che a parte la più grossa, le altre si sono tutte fatte sentire. I "6 mesi" per la valutazione, però, si sono raddoppiati.
    Ho avuto l'impressione, che vale quel che vale, dato il campione così esiguo, di aver avuto più attenzione dagli editori che hanno richiesto il cartaceo, che sono poi i due che hanno valutato la pubblicazione.
    Nel secondo caso siamo partiti dalla collaborazione per la rivista, ma è stato tutto più facile perché il responsabile aveva già letto il primo romanzo.
    Ora ho un po' di inediti da piazzare e ci sta provando un'agente, chissà... Purtroppo sono sempre "gialli atipici"...

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  4. Esperienza interessante e credo atipica. Mi piace l'approccio a poche realtà, denota maturità (che io ai tempi non avevo). Sul cartaceo invece non so cosa pensare. Io ne inviai due, e nessuno dei due mi rispose neanche a proposito della ricezione. Sull'atipicità del genere io ho una teoria favorevole, almeno per quanto riguarda la media editoria. Visto che le big (i sogni irraggiungibili, insomma) distribuiscono già bene la tipicità, a tutti gli altri editori per emergere e rimanere sul mercato non dovrebbe restare che puntare sull'atipico.

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  5. 50 editori?

    Ma secondo te è buona pratica e anche corretto inviare il manoscritto a più editori?

    Io penso di fare quasi come te: seleziono gli editori della piccola e media editoria, mi studio i loro siti per vedere cosa pubblicano e come pubblicano, che condizioni vogliono, ecc.

    Secondo me è bene anche vedere qualche loro libro pubblicato, tanto per farsi un'idea della qualità del prodotto.

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  6. Attualmente non penso sia una buona pratica contattarne 50. Credo che la base indiscutibile di partenza sia inviare a un editore di cui perlomeno si conosce l'operato e su un numero così elevato mi pare improbabile. All'epoca ero una novellina e mi son fidata di questa diceria, che oggi ho capito far più affidamento alle regole dei grandi numeri che non ad altro. Non ne vedo un problema di correttezza, invece. Dove l'autore non ha nessuna garanzia di ricevere una risposta, attendere il giudizio di editore per editore mi pare davvero insensato. Certo, una volta che si dovesse firmare un contratto penso sia una buona prassi avvisare della cosa tutti i soggetti che in quel momento hanno in lettura il manoscritto.

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  7. Concordo con Giordana: aspettare per un anno risposte che non arriveranno mai prima di rivolgersi al successivo è uno spreco di tempo. In dieci anni cambia lo stile di scrittura, cambiano i personaggi di cui scrivere (vampiri, angeli, zombi...), cambiano anche i formati delle opere!
    Io oggi manderei contemporaneamente 50 proposte e aspetterei un solo anno le eventuali risposte.

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    1. L'invio contemporaneo in toto, però, rischia di farti accettare la prima risposta positiva che arriva, mentre magari a distanza di qualche mese sarebbe potuta arrivare anche una proposta migliore. Comunque un minimo sarei per scaglionare.

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  8. Anch'io ho seguito più o meno il tuo stesso iter, salvo che non mi sono prefissata un numero preciso di editori cui rivolgermi. Con il senno di poi, mi rendo conto che anche i miei circa venti editori erano tanti, soprattutto perché nella scelta mi ero basata più sui miraggi che sulle effettive probabilità di essere presa in considerazione con il mio romanzo fantasy. Adesso studierei meglio le linee editoriali e sognerei di meno! Ma in realtà sogno più che mai, adesso che un agente mi rappresenta. A prescindere dai risultati, possibili ma non certi, è bello avere un professionista come interlocutore. Se però mi fossi rivolta troppo presto a un agente, credo che sarebbe stato inutile. Ma qui vado off-topic.

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  9. All'inizio penso sia normale sognare in grande. E penso anche che comunque valga la pena farlo sempre, pur rimanendo con i piedi per terra. Posso chiederti chi è l'agente che ti rappresenta? Se ti va rispondimi pure in privato, altrimenti scusa per l'intromissione :)

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  10. Credo che la tua cara Giordana, sia stata una strategia chirurgica, brava! Io mi sono sempre mossa tipo scheggia impazzita, inviando un po' a blocchi, poi fermandomi, poi ripartendo da altre angolazioni e le prime 2 pubblicazioni sono stati due errori di valutazione. Tutta esperienza, mettiamola così. Poi però ho deciso che volevo un agente, come Grazia qui sopra, ci ho messo quasi 2 anni per trovarlo e ora sono felice e soddisfatta della terza pubblicazione, penso che il mio terzo editore che mi ha trovato l'agente, sebbene non sia tra i top, non lo lascerò più! Odio i tempi di attesa, inevitabili anche se si ha un agente, magari ridotti, ma ci sono, e inizio a pensare di aver raggiunto il massino nelle mie capacità.

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  11. Se vorrai rispondermi, Sandra, giro a te la stessa domanda che ho fatto a Grazia: chi è il tuo agente?

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  12. Nessun mistero: Thesis Contents di Firenze. Sandra

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